Eh sì, dopo la pigra sosta dei mesi estivi, riprende (lentamente eh? Non esageriamo coi ritmi troppo alti) l'Ottavina Tour 2009 e riprende con l'incontro di giovedì 24 Settembre, che si terrà a Pistoia, in via Bindi, 16 nei locali del Seminario. L'evento è organizzato dalla Cooperativa Babele e gli autori incontreranno il pubblico alle ore 19 per la presentazione del romanzo.
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lunedì 21 settembre 2009
sabato 8 agosto 2009
E bisognava volare... (Racconta Poker)
E rieccoci qua dopo un mese di assenza. E sono state vacanze anche per noi, vacanze vere stavolta, non condite da nessuna avventura particolare (e per fortuna). Vacanze sulle "tracce dell'Ottavina", passate in compagnia di una persona straordinariamente piacevole. Un uomo alto, grande e grosso, che porta quasi sempre un fazzoletto legato al collo. Un uomo tornato in Italia dopo tanti anni di vagabondaggio in giro per il mondo, che vuole trascorrere questo suo tempo attuale in luoghi conosciuti, facendo cose normali, dopo aver passato una vita intera a nascondersi, ad arrangiarsi, a prestare la sua abilità, la sua arte alla pura e semplice sopravvivenza. Ci ha chiamati (sorprendendoci) qualche settimana fa, chiedendoci di trascorrere un periodo con lui. Bico era al settimo cielo, figuriamoci... saltava come un grillo all'idea. Io un po' meno, veramente, avevo altre aspettative per queste vacanze, che avrei voluto trascorrere in compagnia di... eh, vabbè, ma non mi va di rivelare troppo. Diciamo in buona compagnia, ma alla fine, lo schizoide del mio amico mi ha convinto anche questa volta.
"Una settimana al massimo poi ce ne andiamo via, dai!" diceva.
E invece siamo rimasti un mese, a mangiare, bere, chiacchierare, fare giri in macchina e a piedi, bagni in mare, escursioni in montagna, a sentire il nostro nuovo amico che ci raccontava delle sue avventure sparse in trent'anni di vita e di viaggi in tutto il mondo.
Hanno pure giocato a biliardo e allora sì che Bico era contento, di poter "intrecciare" la stecca con lui. Eccome se era contento. Abbiamo anche conosciuto persone interessanti, molto interessanti... (quel maligno direbbe che mi sono innamorato almeno 4-5 volte in questo periodo, ma non è vero niente).
Insomma... a conti fatti è stato un buon mese e che ci ha ricordato un periodo intenso della nostra esistenza, quando ci siamo scorrazzati per mezza Europa alla ricerca di un'intuizione, di una leggenda, di... un colpo.
E che si è rivelata molto, molto di più.
Tutto sommato ne è valsa la pena, sì...
"Una settimana al massimo poi ce ne andiamo via, dai!" diceva.
E invece siamo rimasti un mese, a mangiare, bere, chiacchierare, fare giri in macchina e a piedi, bagni in mare, escursioni in montagna, a sentire il nostro nuovo amico che ci raccontava delle sue avventure sparse in trent'anni di vita e di viaggi in tutto il mondo.
Hanno pure giocato a biliardo e allora sì che Bico era contento, di poter "intrecciare" la stecca con lui. Eccome se era contento. Abbiamo anche conosciuto persone interessanti, molto interessanti... (quel maligno direbbe che mi sono innamorato almeno 4-5 volte in questo periodo, ma non è vero niente).
Insomma... a conti fatti è stato un buon mese e che ci ha ricordato un periodo intenso della nostra esistenza, quando ci siamo scorrazzati per mezza Europa alla ricerca di un'intuizione, di una leggenda, di... un colpo.
E che si è rivelata molto, molto di più.
Tutto sommato ne è valsa la pena, sì...
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mercoledì 8 luglio 2009
Un doblò blu (Racconta Poker)
Quel giorno che Bico si presentò sorridente a casa mia, non immaginavo certo in che razza di avventura mi avrebbe coinvolto. Lo ricordo con quel suo sorriso a 68 denti sulla soglia di casa mia, masticando uno dei suoi stramaledetti confetti. Non avevo voglia di parlare, aspettavo lo facesse lui, invece mi teneva sulle spine col suo silenzio. E io non volevo dargli la soddisfazione di mostrare invece tutta la curiosità che mi aveva messo in corpo con quella telefonata che mi aveva fatto all'alba.
"Un viaggio!"
Un viaggio... non avevo mica chiuso occhio, anche se ero stato sveglio tutta la notte. Un viaggio. L'idea mi affascinava e spaventava, ma se avessi saputo a cosa sarei andato incontro, forse non mi sarei mica fatto trovare. E invece... all'ora fissata ero lì, vestito come un cuoco casalingo, con il guantone da forno infilato nella mano e il polletto a finire di cuocere.
"Un viaggio fino in Andalusia."
"Tu sei scemo!" Gli risposi, ma già la mente fantasticava. Ci ero già stato, in ben altra compagnia e avevo voglia di tornarci, anche se stavolta la compagnia non aveva capelli lunghi e neri, ma le fattezze di quello schizoide di Bico.
La valigia fatta in fretta, con lui che batteva il piede in terra quasi a darmi il tempo, come se avesse avuto un metronomo nella scarpa, poi mi ha quasi trascinato di peso giù per le scale. Aveva fretta, era eccitato. Io ero confuso, stranito, non mi aveva nemmeno spiegato cosa ci andavamo a fare in Andalusia.
"Ti spiego tutto mentre siamo in viaggio!" Aveva detto.
Mentre scendevamo mi prese un brivido: ma che ci saremmo andati con la sua vecchia Panda in Andalusia?
Poi rimasi stupito di fronte a quel furgoncino, come potrei chiamarlo?
"Ti piace il Doblò?" Disse lui. "Una gentile concessione del Mistico."
Non volli sapere chi era il Mistico. Misi dentro i bagagli e partimmo.
Accese lo stereo e questa fu la prima canzone che ascoltammo all'inizio di quella che è diventata l'avventura dell'Ottavina.
Profetica???
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"Un viaggio!"
Un viaggio... non avevo mica chiuso occhio, anche se ero stato sveglio tutta la notte. Un viaggio. L'idea mi affascinava e spaventava, ma se avessi saputo a cosa sarei andato incontro, forse non mi sarei mica fatto trovare. E invece... all'ora fissata ero lì, vestito come un cuoco casalingo, con il guantone da forno infilato nella mano e il polletto a finire di cuocere.
"Un viaggio fino in Andalusia."
"Tu sei scemo!" Gli risposi, ma già la mente fantasticava. Ci ero già stato, in ben altra compagnia e avevo voglia di tornarci, anche se stavolta la compagnia non aveva capelli lunghi e neri, ma le fattezze di quello schizoide di Bico.
La valigia fatta in fretta, con lui che batteva il piede in terra quasi a darmi il tempo, come se avesse avuto un metronomo nella scarpa, poi mi ha quasi trascinato di peso giù per le scale. Aveva fretta, era eccitato. Io ero confuso, stranito, non mi aveva nemmeno spiegato cosa ci andavamo a fare in Andalusia.
"Ti spiego tutto mentre siamo in viaggio!" Aveva detto.
Mentre scendevamo mi prese un brivido: ma che ci saremmo andati con la sua vecchia Panda in Andalusia?
Poi rimasi stupito di fronte a quel furgoncino, come potrei chiamarlo?
"Ti piace il Doblò?" Disse lui. "Una gentile concessione del Mistico."
Non volli sapere chi era il Mistico. Misi dentro i bagagli e partimmo.
Accese lo stereo e questa fu la prima canzone che ascoltammo all'inizio di quella che è diventata l'avventura dell'Ottavina.
Profetica???
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sabato 4 luglio 2009
Uno tornava da Poitiers...
... uno si trovava a Palazzo Grazioli. Corsi e ricorsi della storia e delle storie. Dopotutto, Fabrizio De Andrè e Paolo Villaggio lavoravano su navi da crociera, nei primi anni sessanta. La leggenda (perché quando si parla di "quello là" ormai è tutta leggenda, d'altronde è Unto) vuole che su quelle stesse navi lavorassero due giovani di belle speranze: Felice Confalonieri e Silvio Berlusconi. Chissà se già a quei tempi, il focoso futuro Presidente avesse già derive da "singolar tenzoni" così come vengono narrate in questa meravigliosa canzone (ma come faceva Faber a predire il futuro? Bah... chissà...)
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sabato 27 giugno 2009
Ho preso un treno... (Racconta Poker)
Ho preso un treno, stamattina, armato di un piccolo zaino e di quaderno e penna. Ho preso un treno, come mi è successo centinaia di volte, nella mia vita. Treni per andare in vacanza, per andare a trovare qualche amico, per andare militare, per andare a trascorrere qualche giorno con una ragazza; treni presi da solo o in compagnia. Treni regionali, intercity, eurostar. Treni da morir di caldo con l'aria condizionata non funzionante e il finestrino bloccato. Treni che si fermano placidamente in piccole stazioni, treni che rimangono fermi ore per un guasto sulla linea, treni che incrociano altri treni e ti fanno sobbalzare dallo spavento. Treni che corrono accanto al mare od entrano nelle montagne. Ho letto tanti libri sui treni, ho conosciuto gente, ho parlato, riso, mi sono scocciato dal russare o dal masticare rumorosamente un chewing-gum di qualche vicino di posto. Treni con ragazzi che rumoreggiano e ascoltano musica, con suore dagli sguardi spenti, con ragazze su cui ho fantasticato, con uomini e donne di cui mi sono chiesto quali fossero le loro storie.
E anche stamattina ho preso un treno, e anche stamattina ho letto, ho pensato, ho osservato gente, ho parlato, ho lasciato scorrere lo sguardo fuori dal finestrino. Il treno sta rallentando, ora, anzi è quasi fermo, ormai. Mi sporgo un attimo e c'è Bico che mi aspetta, immancabile sigaretta in bocca e immancabile sorriso stampato in faccia. Mi saluta festante, vedo già da qui che gli brillano gli occhi. Come a me, suppongo. Ci aspetta una giornata indimenticabile, lo sappiamo. Siamo emozionati e contenti come bambini.
Appuntamento con due ragazze? Naaaaa.
Cena luculliana? Naaaa.
Altro viaggio avventuroso? Naaaaa.
Un concerto?
Beh... sì, un concerto e qualcosa in più di un concerto. Ne abbiamo visti tanti, ma questo, oggi, ha un altro sapore. E' un concerto, un evento, una serata da trascorrere con amici. E questi amici, stasera, saranno là sul palco a suonare e a farci emozionare. Grandi come sempre.
Chiudo il pc, il treno è fermo, Bico fuma e mangia confetti e io ho voglia di scendere per immergermi nell'atmosfera di cui stiamo parlando da giorni.
Per scoprire ciò che solo Iddio sa...
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E anche stamattina ho preso un treno, e anche stamattina ho letto, ho pensato, ho osservato gente, ho parlato, ho lasciato scorrere lo sguardo fuori dal finestrino. Il treno sta rallentando, ora, anzi è quasi fermo, ormai. Mi sporgo un attimo e c'è Bico che mi aspetta, immancabile sigaretta in bocca e immancabile sorriso stampato in faccia. Mi saluta festante, vedo già da qui che gli brillano gli occhi. Come a me, suppongo. Ci aspetta una giornata indimenticabile, lo sappiamo. Siamo emozionati e contenti come bambini.
Appuntamento con due ragazze? Naaaaa.
Cena luculliana? Naaaa.
Altro viaggio avventuroso? Naaaaa.
Un concerto?
Beh... sì, un concerto e qualcosa in più di un concerto. Ne abbiamo visti tanti, ma questo, oggi, ha un altro sapore. E' un concerto, un evento, una serata da trascorrere con amici. E questi amici, stasera, saranno là sul palco a suonare e a farci emozionare. Grandi come sempre.
Chiudo il pc, il treno è fermo, Bico fuma e mangia confetti e io ho voglia di scendere per immergermi nell'atmosfera di cui stiamo parlando da giorni.
Per scoprire ciò che solo Iddio sa...
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mercoledì 17 giugno 2009
Lo chiamavano Il Profeta (Racconta Bico)
Era l'estate di una ventina di anni fa, in una infuocata e semideserta Roma. Una delle tanti che trascorrevo nella capitale, in compagnia di mio nonno, il "Francese".
Ricordo che ero seduto al tavolo con un simpatico ometto, che mi stava insegnando come si trucca un mazzo di carte, quando lo vidi entrare per la prima volta. Era alto, altissimo, il volto magro e scavato e candidi capelli lunghi. Indossava una camicia hawayana e pantaloni beige. L'occhio mi cadde più in basso, era a piedi nudi. Mi voltai istintivamente verso mio nonno, che stava pulendo delle tazzine da caffè dietro il suo bancone. Il nonno non ricambiò il mio sguardo; senza dire una parola prese una bottiglia di Strega e la mise sul banco. L'uomo coi capelli bianchi la prese e poi si diresse verso il tavolo cinque. C'erano due ragazzi che giocavano e quell'uomo se ne rimase in disparte, accendendosi un mezzo sigaro. Quando i due ragazzi lo videro gli lasciarono immediatamente il tavolo. Quello non disse niente, prese una stecca e si mise a giocare.
Da solo e con una sola palla. La faceva rotolare da una parte all'altra del tavolo, alternando sorsate di Strega e tirate dal mezzo toscano.
E poi iniziò a parlare, anzi, a bestemmiare.
Tirava e bestemmiava, seguiva la palla e bestemmiava, beveva e bestemmiava, fumava e bestemmiava.
Non in modo incazzato o nervoso, anzi, pronunciava quelle bestemmie in modo lieve, a volte quasi cantando.
Nessuno si avvicinava, anzi, nessuno sembrava farci caso. Chiesi al mio amico baro chi fosse, ma lui si limitò a scuotere la testa.
-Allora, mezzasega, lo vuoi imparare o no a farti entrare l'asso al momento giusto?-
Non gli risposi e raggiunsi il nonno dietro al banco.
Lui mi rispose che quell'uomo era "Il Profeta." Veniva nella sala da quasi trent'anni, senza una cadenza fissa. C'erano periodi in cui lo vedevano tutti i giorni, c'erano periodi in cui poteva stare un anno senza mettere piede là dentro. Nessuno sapeva come si chiamasse, dove abitava o cosa facesse o avesse mai fatto nella vita.
Per tutti era "Il Profeta" l'uomo che veniva, prendeva una bottiglia di Strega, giocava da solo con una sola palla, fumava il sigaro, bestemmiava per tutto il tempo, poi pagava il tutto e se ne andava via.
Sempre a piedi nudi, estate e inverno, sole o pioggia che fosse.
Fece così anche quella volta e le altre volte (poche in verità) in cui rividi quei suoi lunghi argentei capelli fare capolino nel bar, accompagnati dal suo passo leggero a piedi nudi.
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Ricordo che ero seduto al tavolo con un simpatico ometto, che mi stava insegnando come si trucca un mazzo di carte, quando lo vidi entrare per la prima volta. Era alto, altissimo, il volto magro e scavato e candidi capelli lunghi. Indossava una camicia hawayana e pantaloni beige. L'occhio mi cadde più in basso, era a piedi nudi. Mi voltai istintivamente verso mio nonno, che stava pulendo delle tazzine da caffè dietro il suo bancone. Il nonno non ricambiò il mio sguardo; senza dire una parola prese una bottiglia di Strega e la mise sul banco. L'uomo coi capelli bianchi la prese e poi si diresse verso il tavolo cinque. C'erano due ragazzi che giocavano e quell'uomo se ne rimase in disparte, accendendosi un mezzo sigaro. Quando i due ragazzi lo videro gli lasciarono immediatamente il tavolo. Quello non disse niente, prese una stecca e si mise a giocare.
Da solo e con una sola palla. La faceva rotolare da una parte all'altra del tavolo, alternando sorsate di Strega e tirate dal mezzo toscano.
E poi iniziò a parlare, anzi, a bestemmiare.
Tirava e bestemmiava, seguiva la palla e bestemmiava, beveva e bestemmiava, fumava e bestemmiava.
Non in modo incazzato o nervoso, anzi, pronunciava quelle bestemmie in modo lieve, a volte quasi cantando.
Nessuno si avvicinava, anzi, nessuno sembrava farci caso. Chiesi al mio amico baro chi fosse, ma lui si limitò a scuotere la testa.
-Allora, mezzasega, lo vuoi imparare o no a farti entrare l'asso al momento giusto?-
Non gli risposi e raggiunsi il nonno dietro al banco.
Lui mi rispose che quell'uomo era "Il Profeta." Veniva nella sala da quasi trent'anni, senza una cadenza fissa. C'erano periodi in cui lo vedevano tutti i giorni, c'erano periodi in cui poteva stare un anno senza mettere piede là dentro. Nessuno sapeva come si chiamasse, dove abitava o cosa facesse o avesse mai fatto nella vita.
Per tutti era "Il Profeta" l'uomo che veniva, prendeva una bottiglia di Strega, giocava da solo con una sola palla, fumava il sigaro, bestemmiava per tutto il tempo, poi pagava il tutto e se ne andava via.
Sempre a piedi nudi, estate e inverno, sole o pioggia che fosse.
Fece così anche quella volta e le altre volte (poche in verità) in cui rividi quei suoi lunghi argentei capelli fare capolino nel bar, accompagnati dal suo passo leggero a piedi nudi.
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Ottavina
domenica 14 giugno 2009
Il 14 giugno del 1940...
... in quel di Modena è nato Francesco Guccini. Senza voler stare a sperticarci in lodi per questo immenso Autore, perché non ci sono parole per spiegare le parole con cui lui ci sa spiegare, in questo 14 giugno 2009 di nostra vita, gli vogliamo dire soltanto: grazie, Maestro.
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mercoledì 10 giugno 2009
E noi andiamo avanti...
Sì, noi andiamo avanti con il nostro "Ottavina tour 2009" nonostante l'intoppo leghista che ci ha annullato una tappa. La prossima data sarà a Marina di Grosseto, bellissima cittadina che ci ospiterà giovedì 25 giugno alle 19, sulla terrazza del Ristorante "Il Velaccio" presso il Porto turistico.
Alle 19 gli autori presenteranno il romanzo e la serata sarà allietata da una degustazione di vini bianchi. Nei prossimi giorni daremo altri particolari, per ora ci preme ringraziare Lidia e Piero, che si stanno dando un gran da fare per organizzare al meglio questa serata.
A presto, quindi...
Alle 19 gli autori presenteranno il romanzo e la serata sarà allietata da una degustazione di vini bianchi. Nei prossimi giorni daremo altri particolari, per ora ci preme ringraziare Lidia e Piero, che si stanno dando un gran da fare per organizzare al meglio questa serata.
A presto, quindi...
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Ottavina tour 2009
martedì 9 giugno 2009
Una brutta aria (Raccontano Bico e Poker)
Nel post precedente a questo viene annunciata una presentazione, confermata anche dal post-it sulla pagina di questo blog: Sabato 13 giugno, presentazione de "L'Ottavina di Dio" a Vedano Olona (VA).
Ebbene, stamattina, gli autori hanno ricevuto la notizia che la presentazione non si farà più. Motivo? Cambio della guardia al timone del Comune di Vedano Olona. La nuova giunta che si insedierà ha già deciso di cancellare le iniziative dell'assessorato alla cultura della precedente giunta (ma ancora in carica). Vogliamo fare qualche nome? Quelli propri non li conosciamo, quelli dei partiti (o coalizioni) sì. Leghisti e Pdl quelli che si insediano, Centrosinistra quelli che se ne vanno.
E se questi sono i metodi, siamo un po' preoccupati. Non tanto per l'Ottavina, per l'amor di Dio. Ci saranno altre occasioni, altre presentazioni e non viene giù il mondo per questo.
E' il metodo. Sono questi metodi che fanno amaramente riflettere. In verità dovrebbero far incazzare, ma tanto ormai siamo abituati a tutto, in questo "benedetto, assurdo belpaese".
Siamo preoccupati dal modo di fare arrogante di certa gente e dal modo di fare accomodante (per non dire pavido) di altra, che non sa fare altro che alzare le mani e dire: "fate pure." Se i segnali sono questi (ma lo sono da quindici anni) il fondo del barile lo stiamo già raschiando.
E forse è quello che vogliamo...
Andiamo avanti...
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Ebbene, stamattina, gli autori hanno ricevuto la notizia che la presentazione non si farà più. Motivo? Cambio della guardia al timone del Comune di Vedano Olona. La nuova giunta che si insedierà ha già deciso di cancellare le iniziative dell'assessorato alla cultura della precedente giunta (ma ancora in carica). Vogliamo fare qualche nome? Quelli propri non li conosciamo, quelli dei partiti (o coalizioni) sì. Leghisti e Pdl quelli che si insediano, Centrosinistra quelli che se ne vanno.
E se questi sono i metodi, siamo un po' preoccupati. Non tanto per l'Ottavina, per l'amor di Dio. Ci saranno altre occasioni, altre presentazioni e non viene giù il mondo per questo.
E' il metodo. Sono questi metodi che fanno amaramente riflettere. In verità dovrebbero far incazzare, ma tanto ormai siamo abituati a tutto, in questo "benedetto, assurdo belpaese".
Siamo preoccupati dal modo di fare arrogante di certa gente e dal modo di fare accomodante (per non dire pavido) di altra, che non sa fare altro che alzare le mani e dire: "fate pure." Se i segnali sono questi (ma lo sono da quindici anni) il fondo del barile lo stiamo già raschiando.
E forse è quello che vogliamo...
Andiamo avanti...
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Ottavina
sabato 6 giugno 2009
Nuova data per l'Ottavina tour 2009
Continuano le presentazioni de "L'Ottavina di Dio". La prossima sarà sabato 13 giugno a Vedano Olona, (VA) alle ore 18 a Villa Aliverti. Interverranno gli autori e l'incontro sarà presentato da Dimitri Fulignati.
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